Diabete

Diabete

Il diabete mellito, comunemente chiamato diabete, è una malattia metabolica che insorge quando l`organismo è incapace di utilizzare il glucosio assorbito con gli alimenti per trarne l`energia necessaria.
Affezione cronica caratterizzata da glicosuria (presenza di zuccheri nelle urine) causata da iperglicemia (eccesso di zuccheri nel sangue).

Descrizione del diabete mellito

L’aumento della glicemia (livelli di glucosio nel sangue) di norma viene tenuto sotto controllo dall’insulina, ormone se creto dal pancreas, che regola l’assimilazione del glucosio em atico da parte delle cellule. Le forme di diabete mellito sono d ovute a un’insufficiente secrezione di insulina o a una diminuzione dei suoi effetti sui tessuti. Il diabete mellito è caratterizzato da una glicemia mattutina, a digiuno, superiore a 1,26 g/l o da una glicemia costantemente superiore ai 2 g/l nel corso della giornata. È una malattia molto frequente, che attualmente colpisce il 4% della popolazione dei Paesi industrializzati e la cui incidenza è in crescita.

Esistono due tipi principali di diabete mellito: quello di tipo 1, detto insulinodipendente, che rappresenta il 15% dei casi totali, e q uello di tipo 2, in precedenza chiamato anche non insulinodipendente, diabete grasso o della maturità, che rappresenta l’85% de i casi.
Si riscontrano poi altre forme: diabete gestazionale, che com pare nel corso della gravidanza, e i tipi di diabete cosiddetti secondari, connessi ad affezioni quali pancreatite cronica, emocromatosi, acromegalia, sindrome di Cushing, feocromocitoma, a trattamenti farmacologici (corticosteroidi).
Il diabete di tipo 1 è dovuto a deficit della secrezione di insulina, conseguenza di una distruzione selettiva delle cellule pancreatiche che la producono. È una malattia autoimmune in quanto le cellule pancreatiche vengono distrutte dal sistema immunitario dell’organismo. L’insorgenza di questa autoimmunità è determinata da fattori ambientali (alimentazione, infezioni virali, intossicazioni ecc.) oltre che genetici (la malattia si manifesta solo negli individui che hanno ereditato vari alleli predisponenti). Il diabete di tipo 1 colpisce lo 0,2-1% della popolazione e si manifesta in gene re tra i 10 e i 14 anni, anche se può essere diagnosticato a tutte le età.

Diabete gestazionale

Forma di diabete mellito che insorge durante la gestazione.
Fa la sua comparsa nel terzo trimestre di gravidanza ed è caratterizzato da iperglicemia moderata che, pur non es sendo grave per la madre, può avere ripercussioni sul nascituro: il rischio maggiore è rappresentato dall’aborto entro il secondo trimestre di gravidanza. Inoltre è importante la macrosomia (crescita intrauterina eccessiva), che può rendere il parto difficoltoso. Il bambino può anche presentare ipoglicemia neonatale o difetti di maturazione polmonare.

Terapia e cura del diabete gestazionale

Il trattamento richiede innanzitutto che la madre segua un regime alimentare identico a quello raccomandato per il diabete mellito.
Se la glicemia rimane a livelli elevati sono necessarie inie zioni di insulina. Se ben trattata, la malattia non ha conseguenze gravi.

Questa forma di diabete scompare apparentemente dopo il parto, ma a lungo termine quasi l’80% delle donne che ha manif estato un diabete gestazionale sviluppa, anche a distanza di molti anni, la malattia diabetica. Sono pertanto necessari controlli annuali.

Sindrome di Houssay

Remissione spontanea del diabete mellito in pazienti con lesioni destruenti dell’ipofisi anteriore.

Sintomi del diabete mellito

Il diabete insorge quando nell’organismo è presente una quantità di insulina insufficiente per l’efficace utilizzazione del glucosio, il principale carburante dell’organismo, indispensabile per il funzionamento del cervello. Nei casi di diabete mellito, l’organismo si comporta come se fosse privo di glucosio, e la concentrazione di glucosio nel sangue sale di conseguenza. Questo fenomeno può essere spiegato col fatto che la carenza di insulina impedisce al glucosio di entrare nelle cellule: in questo modo le cellule sono prive di glucosio, che pure è presente in eccesso nel sangue. A questo punto le cellule trasformano in glucosio i grassi e le proteine per sostituire quel glucosio che non possono ottenere dal sangue. Solo il fegato, il cervello e i globuli rossi del sangue possono assorbire il glucosio senza l’intervento dell’insulina. I sintomi tipici del diabete variano a seconda dell’età.

Nei pazienti più giovani, i sintomi variano dalla frequente necessità di urinare, con un aumento del volume delle urine, come se l’organismo cercasse di espellere il glucosio presente in maggior quantità nel sangue alla sete, dalla mancanza di energia con un senso di stordimento ad una rapida perdita di peso, nonostante l’appetito sia aumentato in modo anomalo. Sempre nei pazienti giovani, il primo sintomo della malattia può essere il coma diabetico: il paziente si sente poco bene per qualche ora, quindi inizia a vomitare e mostra segni di grave intorpidimento e di confusione mentale, per perdere quindi conoscenza. Nei diabetici di mezza età, o più anziani, possono essere prevalenti i cosiddetti sintomi secondari: c’è una maggiore tendenza alle infezioni cutanee, ai foruncoli, all’intorpidimento dei piedi, ai crampi notturni, ai disturbi visivi, all’angina pectoris e all’ipertensione arteriosa. Le complicazioni nei casi di diabete possono essere di due tipi.

La prima insorge quando l’organismo metabolizza una eccessiva quantità di grassi e proteine per rimpiazzare il glucosio mancante: in questo caso vengono prodotte delle sostanze tossiche molto nocive, i corpi chetonici (vedi). Questo fenomeno può portare ad una condizione chiamata chetoacidosi diabetica, che può portare al coma. La seconda complicazione è legata alla comparsa di effetti secondari a lungo termine, come malattie cardiache, trombosi cerebrali e insufficienza renale. Tutte queste complicazioni possono essere quasi sempre impedite, o comunque ridotte, da un’adeguata terapia, basata sulla dieta e sulla somministrazione di insulina o farmaci.

Nicturia del diabete mellito

Un’altra malattia generale molto importante che può annunciarsi con la comparsa di nicturia è il diabete mellito, sia nella forma del giovane che nella forma dell’adulto. Il diabete mellito determina l’emissione di grandi quantitativi di urine contenenti zucchero, a causa di un difetto nella regolazione della concentrazione del glucosio nel sangue, che sale molto al disopra dei valori normali. Uno dei sintomi è dunque la poliuria, che durante la notte si manifesta come nicturia e si accompagna a sete intensa. La sintomatologia può insorgere acutamente, come capita di solito nel caso del diabete giovanile, oppure svilupparsi lungo un arco di tempo più lungo, come è invece più tipico del diabete non insulino-dipendente dell’adulto e dell’anziano.

Cause del diabete mellito

Il termine “”diabete mellito”” non comprende una sola malattia, ma include diversi squilibri metabolici, tutti collegati ad un’eccessiva concentrazione di glucosio nel sangue e nelle urine. L’organismo normalmente controlla il livello del glucosio attraverso l’azione di un ormone chiamato insulina, che viene prodotto nel pancreas. L’insulina ha una funzione di vitale importanza nei processi di conversione degli zuccheri introdotti con gli alimenti in una forma che possa essere utilizzata dall’organismo.

Il diabete può essere provocato da due fattori che interferiscono con questo meccanismo: l’organismo può disporre di una quantità troppo ridotta di insulina, oppure, per qualche ragione, l’insulina prodotta è inefficiente. Il diabete è una malattia comune: per ogni caso diagnosticato ne esiste un altro non ancora riconosciuto. Nella sola Gran Bretagna, i casi diagnosticati di diabete sono più di 300.000, mentre negli Stati Uniti il numero dei diabetici raggiunge il considerevole totale di 3.500.000. L’incidenza della malattia si accresce con il passare dell’età, il diabete è particolarmente comune fra le persone obese che abbiano superato la cinquantina ma il diabete può insorgere ad ogni età.
Il diabete giovanile è una malattia grave, ad evoluzione acuta, che colpisce bambini e giovani adulti magri; al contrario, il diabete della maturità spesso non è grave e tende a colpire più persone di una stessa famiglia. L’esatta causa della malattia è sconosciuta, ma esistono numerosi fattori predisponenti. Per esempio, uno stato di tensione emotiva non può provocare la malattia, ma può far aggravare un leggero diabete, o rivelare una malattia latente.

Una lesione o una malattia del pancreas, la ghiandola che produce l’insulina, possono provocare il diabete; a volte, la malattia può essere provocata dagli orecchioni, da una pancreatite, dall’alcolismo, o da un carcinoma del pancreas, ma è più probabile che la malattia insorga in caso di artrite reumatoide o di un’infiammazione della tiroide su base autoimmune.

Diagnosi del diabete mellito

La diagnosi viene abitualmente posta cercando la presenza di zucchero e corpi chetonici nelle urine; inoltre, si controlla la concentrazione del glucosio nel sangue: se i suoi livelli sono costantemente e irregolarmente più alti del normale, non è necessario eseguire altri esami.

Test da carico del glucidico orale

Test usato per evidenziare una ridotta tolleranza ai carboidrati o per la diagnosi del diabete mellito, in soggetti con valori di glicemia a digiuno normali (inferiore a 110 mg/dl) o a lterati (tra 110 e 126 mg/dl).

Procedura del test

Il test deve essere eseguito al mattino, a digiuno da 8-14 ore e dopo 3 giorni di dieta libera contenente almeno 150 g al giorno di carboidrati.
Dopo la raccolta del campione di plasma per la valutazione della glicemia basale, il soggetto deve assumere 75 g di glucosio s ciolto in 250-300 ml di acqua, in non più di 5 minuti (dose per a dulti).
È vietato fumare o svolgere qualsiasi attività fisica durante il test.
Attualmente si considera sufficiente controllare la glicemia dopo che sono trascorsi 120 minuti dal momento dell’assunzione del glucosio.

Un valore superiore ai 200 mg/dl è diagnostico per diabete mellito, uno compreso tra 140 e 200 mg/dl indica una ridotta tolleranza, mentre valori al di sotto di 140 sono considerati normali. Il test è indicato nei soggetti a rischio di diabete mellito, obesi, con familiarità dia betica o con precedente diabete gestazionale, o in coloro che hanno un’alterata glicemia a digiuno. Non deve essere eseguito nei soggetti in cui sia già stata espressa una diagnosi di diabete. In corso di gravidanza, in presenza di un rischio di diabete gestazionale, il test deve essere eseguito con modalità differenti (100 g di glucosio con valutazione della glicemia ogni 30 minuti per 3 ore). È ormai pratica comune eseguire, nelle gestanti a rischio, un test di screenin g con 50 g di glucosio, e controllo della glicemia dopo 1-2 ore. Se uno dei valori supera i 120 mg/dl, si procede all’esecuzione del test completo.

Terapia e cura del diabete mellito

Molte forme di diabete possono essere curate semplicemente con una dieta adeguata, senza ricorrere a farmaci: per esempio il diabete che non provoca sintomi evidenti, ma solo alterazioni dei test di laboratorio, o molti casi di diabete dell’età adulta. La dieta del diabetico deve rispondere a requisiti ben precisi: le calorie totali devono essere adeguate all’età, al sesso e all’attività del paziente, e gli zuccheri non vanno eliminati, ma non devono superare il 45-50 0el totale delle calorie.
Fra gli zuccheri, vanno eliminati gli zuccheri semplici, a rapido assorbimento, come normale zucchero da tavola, mentre vanno consumati zuccheri complessi, contenuti, per esempio, nel pane, nella pasta, nel riso, nelle patate. Le fibre vegetali sono particolarmente preziose, perché rallentano l’assorbimento degli zuccheri. La quantità giornaliera di alimenti prescritta dal medico deve essere suddivisa con molta regolarità nei vari pasti: mentre una persona sana può, senza gravi conseguenze, mangiare molto ad un pasto e saltare il pasto successivo, il diabetico deve mangiare ad ogni pasto la quantità di alimenti prescritta dal medico, senza eseguire spostamenti arbitrari da un pasto all’altro.

Il diabetico, però, non deve seguire ogni giorno la stessa monotona dieta: per consentire di variare il più possibile l’alimentazione, i cibi sono stati suddivisi in diversi gruppi, e nell’ambito di ogni gruppo sono state indicate le quantità equivalenti dei diversi cibi. Per esempio, nel gruppo dei cereali e affini, 50 grammi di pane sono equivalenti a 180 grammi di patate, cioè forniscono praticamente la stessa quantità di sostanze nutritive. Così, se il medico ha prescritto che il diabetico può mangiare due razioni di cereali per pasto, il diabetico può scegliere fra 100 grammi di pane, 0-50 grammi di pane e 180 di patate. Questa dieta è basata sull’impiego dei normali alimenti, debitamente razionati; l’uso dei prodotti dietetici non è necessario, ma in ogni caso, questi alimenti non possono essere consumati come extra al di fuori della dieta: l’ammalato che intenda farne uso deve avvertire il medico, che provvederà ad inserirli nel programma dietetico. Anche le bevande alcoliche devono essere consumate solo nella quantità concessa dal medico.