Orecchioni

Parotite, orecchioni

Con il termine orecchioni si suole indicare una malattia virale infettiva che colpisce prevalentemente in età infantile, nota come parotite epidemica. Essa colpisce le ghiandole salivari e in alcuni casi altri organi, come le gonadi, le meningi, il pancreas.

Penetrazione dei virus degli orecchioni

Il virus penetra nell’organismo per mezzo dell’apparato respiratorio. Nel corso del periodo di incubazione, che dura 15-21 giorni, si ha presumibilmente una notevole moltiplicazione dell’agente patogeno nell’epitelio respiratorio e nei linfonodi cervicali; ad un certo momento si verifica un episodio di viremia durante il quale l’agente patogeno si dissemina ai vari organi. Non è stato stabilito se l’interessamento parotideo è dovuto alla diffusione diretta alla ghiandola per mezzo della saliva del virus oppure ad una infezione ematogena contratta durante il periodo di viremia, cioè di diffusione del virus nel sangue.

Complicazioni degli orecchioni

Nel corso della parotite si può determinare un interessamento importante e pericoloso di strutture diverse dalle ghiandole salivari. L’interessamento testicolare per esempio, comune nel maschio adulto, può lasciare come reliquato una sterilità anche se non una condizione di impotenza; per dettagli, vedi la voce “”orchite””. Il pancreas è spesso colpito in corso di parotite, verosimilmente con un meccanismo di attacco diretto da parte del virus; anche il pancreas infatti ricorda un poco, strutturalmente, le ghiandole salivari per le quali il virus ha uno spiccato tropismo. L’interessamento pancreatico si rende palese sotto forma di una vera e propria pancreatite, alla quale può conseguire la formazione di pseudocisti. Sia pure raramente, è stata osservata la insorgenza di diabete mellito nei bambini in seguito ad una pancreatite contratta in corso di orecchioni. Il sistema nervoso centrale è praticamente sempre interessato nel corso della parotite, come testimonia l’aumento del numero delle cellule del liquido cefalo-rachidiano. Nella maggior parte dei casi l’interessamento rimane però ad uno stadio subclinico, e non compaiono sintomi che denuncino un chiaro danno al SNC. In casi abbastanza rari si possono verificare sintomi che ricordano la meningite; una vera e propria encefalite è rara.

Terapia e cura degli orecchioni

La terapia specifica della malattia non esiste, come nel caso della maggior parte delle altre malattie di natura virale. Si consiglia in genere il riposo a letto ed una buona igiene orale con colluttori antisettici, per evitare eventuali sovrapposizioni batteriche sulle mucose già infiammate.

La dieta in alcuni casi dovrà essere prevalentemente liquida a causa della difficoltà alla deglutizione, che può essere notevole, anche a causa del mal di gola che spesso accompagna la condizione. Se c’è febbre elevata è consigliabile la somministrazione di un antipiretico ad azione analgesica, che determina anche una diminuzione della cefalea e migliora le condizioni generali del paziente. Contrariamente a quanto si pensa, l’attività fisica non ha alcuna influenza sullo sviluppo di una eventuale orchite.

Alcuni medici consigliano la somministrazione di steroidi (cortisone) per la prevenzione delle complicanze; la misura sembra però priva di efficacia. L’orchite può forse essere prevenuta somministrando nei pazienti a rischio ormoni sessuali femminili per un breve periodo. Se la complicazione compare nonostante questa misura preventiva, bisogna tenere a letto il paziente, proteggendo lo scroto tumefatto con una falda di ovatta; è utile somministrare analgesici, anche potenti come la morfina, e cortisonici. Alcuni medici ritengono che sia opportuno incidere chirurgicamente le membrane che ricoprono il testicolo, per evitarne la compressione e prevenire l’atrofia. In caso di pancreatite molto intensa, con vomito profuso, è opportuno sospendere l’alimentazione e somministrare soluzioni reidratanti e glucosate per via endovenosa, oltre a farmaci antinausea.