ragade anale

Ragade anale

Con questo nome sono indicate le screpolature lineari superficiali della pelle, che si manifestano soprattutto in zone nelle quali la pelle è soggetta a distensione eccessiva come, per esempio, l`ano, la bocca, i capezzoli.

Ragade anale

Tipo di ulcerazione lineare, simile a una screpolatura, che si forma nella mucosa anale. Di origine non chiara, è sicuramente legata alla presenza di una ferita di minima entità prodottasi durante la defecazione, causa di una contrattura muscolare che ostacola il processo di cicatrizzazione.

Sintomi della ragade anale

La ragade anale si manifesta per lo più con un dolore violento al momento della defecazione.
Il dolore può essere provocato, però, anche da cause diverse, come camminare, colpi di tosse, piccoli sforzi per cui l’ammalato è gravemente tormentato. Il sintomo fondamentale è però il dolore scatenato dalla defecazione: a volte è talmente intenso che l’ammalato inibisce intenzionalmente tutti gli stimoli alla defecazione, e finisce per soffrire di stitichezza, pur di non avvertire il dolore.

Diagnosi della ragade anale

La diagnosi si basa sull’ispezione dell’ano; è importante accertarsi che il dolore non sia indice di un’altra patologia (ulcera sifilitica, cancro).

Terapia e cura della ragade anale

Essenziale è una scrupolosa pulizia della regione anale. In secondo luogo è necessario regolare l’alimentazione eliminando droghe, aceto, salse piccanti, formaggi fermentati, salumi, alcolici, caffè forte. Importante è poi combattere la stitichezza mediante assunzione di olio di vaselina, olio d’oliva, etc. Contro il dolore si possono usare pomate o supposte a base d’oppio, belladonna, cocaina, etc. La cura si giova, comunque, della cauterizzazione o della escissione chirurgica della zona sfinterica (ano) interessata in anestesia locale.

L’intervento si esegue tagliando con un bisturi elettrico una zona di cute a forma di rombo tutto attorno alla ragade; perchè la cura sia radicale, è necessario asportare anche la zona di scollamento dei tessuti che circonda la ragade, evidenziata sondando la lesione con uno specillo.