stitichezza

Stitichezza, stipsi, costipazione

La stipsi o stitichezza è un disturbo della evacuazione dell`alvo caratterizzato da ritardo o insufficienza delle scariche, dovuto ad una ritenzione prolungata in modo anormale delle feci nell`intestino.

Descrizione della stipsi

Molti sono i meccanismi che entrano in gioco. Alcune forme sono dovute a un transito fecale lento a livello colico. In altri casi, il transito è normale, ma si osservano disturbi dell’evacuazione dovuti a disfunzioni del retto e dell’ano. La stipsi può essere cronica e permanente oppure occasionale, provocata da una permanenza a letto prolungata, dalla febbre, da un regime alimentare severo, da particolari farmaci, da una gravidanza, da un viaggio ecc.

Eccettuati i rari casi legati a una patologia organica (cancro, malattia infiammatoria), la stipsi è in genere puramente funzionale, in assenza di qualunque patologia accertata. Nella maggior parte dei casi è favorita dall’alimentazione tipica dei Paesi occidentali, povera di fibre, dalla vita sedentaria e dallo stress.

Sintomi della stipsi

La stipsi può produrre disturbi generali vaghi e modesti dolori addominali e pelvici e, molto spesso, lesioni anali (emorroidi, ragadi) che l’aggravano, dato che il paziente ha timore di provare dolore evacuando. I rimedi intempestivi (lassativi) provocano una permanente irritazione del colon con emissione di feci abbondanti e liquide con conseguente ipopotassiemia (da perdita di potassio attraverso le feci) che a sua volta causa lesioni renali e disturbi neurologici. Tale è la genesi della cosiddetta malattia da lassativi, che si riscontra spesso nelle donne nevrotiche.

Cause della stipsi

Molto frequente, specialmente nelle donne, la stipsi spesso induce ad un abuso di farmaci che, a lungo andare, provoca vere e proprie malattie del colon. Le cause della stipsi sono numerose. Accanto alla stipsi secondaria a processi patologici del colon o di altri organi (fegato, reni, annessi uterini, etc.) i quali alterano per via riflessa la motilità del colon rallentando la pregressione della massa fecale, vi sono le stipsi dovute a modificazioni del materiale fecale, che non è in grado di stimolare la motilità colica: l’alimentazione scarsa, o costituita da cibi contenenti poca cellulosa o anche la scarsa ingestione d’acqua possono essere causa di stipsi.

La stipsi può anche dipendere da carenze vitaminiche (specialmente la vitamina B1) da alterazioni ormonali (gli ormoni della tiroide, dell’ipofisi, delle parotidi e delle gonadi femminili influenzano la motilità del colon), da disturbi del sistema nervoso vegetativo, da intossicazioni (piombo, nicotina, etc.) o a cause diverse (spasmo dello sfintere anale etc) che ostacolano l’emissione delle feci. Tra le cause della stipsi quelle organiche sono rappresentate da tumori e gravidanze. Anche certe lesioni nervose, per lo più midollari ed alcune lesioni anali (ragadi ad esempio) possono rendere difficoltosa l’evacuazione.

Nella grande maggioranza dei casi, tuttavia, la stipsi è di origine funzionale dovuta ad una colopatia o, più spesso, ad una dischesia, cioè ad un disturbo della defecazione. Questo disturbo può interessare l’elemento motore (deficit dei muscoli addominali e perineali) o l’elemento sensitivo; in entrambi i casi la presenza delle feci nel retto stimola poco o nulla il bisogno di defecare.

Diagnosi della stipsi

Occorre eseguire accertamenti solo per la stipsi di recente insorgenza e accompagnata da segni generali (dimagrimento, febbre, anemia).

L’analisi clinica della situazione digestiva porta per lo più alla diagnosi di stipsi funzionale benigna, che non è una vera e propria malattia e non comporta alcun danno: né intossicazione per il passaggio di sostanze nocive nel sangue, né rischio di occlusione intestinale o aumento di peso (le feci pesano circa 100 g). Il trattamento consiste nell’adottare alcuni accorgimenti: alimentazione varia che fornisca fibre alimentari in quantità sufficiente (crusca, fagiolini, farina integrale, sedano), verdure crude e frutta; attività fisica ecc.

Terapia e cura della stipsi

La terapia consigliabile è quindi quasi sempre quella della dischesia. Bisogna rieducare la “”defecazione”” con appropriati esercizi così da rinforzare la cintura addominale e gli elevatori dell’ano ed aiutare il paziente ad assumere abitudini corrette sotto un profilo igienico alimentare e di vita (sport, movimento, mantenere la medesima ora per defecare, etc.). Si deve aumentare il volume dei residui fecali con l’assunzione di mucillagini, di lassativi emollienti e l’abbondante consumo di frutta e legumi.

Al contrario, si devono evitare l’uso e l’abuso di lassativi irritanti a base di rabarbaro, di sali minerali e soprattutto di fenolftaleina, che possono danneggiare anche in modo grave le pareti dell’intestino.